Villa Necchi gioiello anni ’30 a Milano

Il centro di Milano nasconde veri e propri tesori architettonici che restano ignorati dalla maggior parte degli appassionati di arte e dei turisti che visitano la metropoli lombarda.

Villa Necchi Campiglio, in via Mozart n.14 a due passi da Piazza San Babila, restaurata nel 2008 grazie al Fondo Ambiente Italiano è visitabile gratuitamente nelle giornate FAI di primavera del 22 – 23 marzo 2014.

Realizzata tra il 1932 ed il 1935 ad opera dell’ architetto Piero Portaluppi per il nucleo familiare composto da Angelo Campiglio, sua moglie Gigina Necchi e la cognata Nedda. Siamo nel mondo dell’ alta borghesia industriale. Nel secondo dopoguerra l’architetto Tommaso Buzzi mette mano alla ristrutturazione degli ambienti della villa, conferendogli un aspetto piu’ al passo con i tempi.

Una grandiosa Hall, impreziosita da quadri di Mario Sironi e Arturo Martini, accoglie il visitatore della villa. Verso sinistra troviamo la biblioteca con splendide librerie in palissandro ed un camino in granito; nel salone troviamo una vetrina con la donazione Zegna di statuette di porcellana del XVIII secolo. Annessa al salone la veranda che si apre sul giardino attraverso due intere pareti vetrate e in cui spicca la scultura in bronzo “il puro folle “ di Adolfo Widt. Al piano terra lo studio del padrone di casa con una scrivania impero in mogano e due grandi armadi; Angelo Campiglio dirigeva con il suocero una fonderia di ghisa, mentre il cognato, Vittorio Necchi, produceva le celeberrime macchine da cucire. Di Fronte allo studio La sala da pranzo con arazzi di manifattura fiamminga.

Un imponente scala introduce al primo piano dove si visitano le stanza da letto delle sorelle Necchi con letti a baldacchino ornati di pizzo. Curioso poter vedere negli armadi alcuni abiti appartenuti a queste due donne. I bagni, dalle grandiose proporzioni, sono interamente rivestiti di marmo arabescato; un incisione di Chagall ed un acquerello di De Pisis ricordano la passione di Nedda Necchi per l’ arte contemporanea. La “camera del principe” ospitava il principe Enrico D’ Assia durante i suoi soggiorni milanesi come scenografo della Scala. In una stanza dedicata del primo piano si trova la collezione De Micheli, donata al FAI dall’ imprenditore milanese nel 1995 che annovera dipinti di artisti quali Canaletto, tiepolo, Marieschi, oltra ad arredi ed oggetti d’ arte settecenteschi. Nella villa sono presenti ampi locali per la servitu’ ed un locale stireria. Uscendo dalla villa ci si ritrova in un ampio giardino completo di piscina.

Villa Necchi è visitabile tutto l’ anno dal mercoledi’ alla domenica.

 

Testo e foto di Christian Santi.

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